Della statua della Madonna Addolorata che si venera nella Chiesa della nostra Arciconfraternita non si conoscono le origini e, nonostante le ricerche effettuate negli archivi, non è stato ritrovato alcun documento o notizia significativa che possa far ricostruire la sua storia reale.
Un dato certo che riguarda la presenza di una statua dell’Addolorata nella nostra Parrocchia è fornito dal governatore Giovanni Gargiulo nella già citata istanza inoltrata il 30 marzo del 1890 all’Intendente di Pubblica Sicurezza di Sorrento, nella quale si attesta appunto che “la Compagnia dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento era solita uscire in processione… recando ancora l’immagine della Vergine Addolorata…”. Se la notizia del Gargiulo non si riferisce ad altra statua, il che appare improbabile e certamente non confermato da nessun altra notizia di prestito o acquisto, nel 1890 la statua dell’Addolorata era già nella Congrega, o comunque nel nostro paese, tanto che nel successivo anno 1891 le si fece una nuova base o piramide, tuttora esistente, per la quale si spesero 145 lire, come chiaramente appare dai libri contabili dell’Arciconfraternita. Su ognuno dei quattro lati della piramide, che è in legno parzialmente dorato, vi è raffigurato un Simbolo della Passione.
In mancanza allo stato attuale di documenti comprovanti l’origine della Statua dell’Addolorata, si ritiene utile registrare alcune notizie ricevute per testimonianza diretta, pur se non confermate da alcun dato scritto. Secondo quelle testimonianze, delle quali non si ha motivo di dubitare, la statua della Madonna Addolorata sarebbe giunta nel nostro paese grazie a due coniugi trapanesi, dei quali non si conosce il nome, inizialmente immigrati a Torre del Greco, che poi si stabilirono a vivere a Sant’Agnello in Via Iommella Grande. I due coniugi, nel loro trasferimento da Trapani o forse da Sciacca, probabilmente in conseguenza degli intensi collegamenti che vi furono tra la cittadina campana ed i porti siculi per la raccolta del corallo, assieme agli altri loro beni portarono anche la statua dell’Addolorata che furono soliti concedere alle nostre confraternite per le funzioni della Settimana Santa, in ossequio ad un’antica devozione tuttora esistente nell’Italia Meridionale.
Alla loro morte l’Addolorata passò alla famiglia del già citato Comm. Agnello Balsamo, la quale continuò nella tradizione per diversi anni ancora per poi lasciare definitivamente la statua all’Arciconfraternita del SS.mo Sacramento. Fu pure ceduto dalla stessa famiglia un pezzetto di terra confinante con la Congrega per costruirvi la cappella da dedicare appunto alla Madonna Addolorata, come attualmente si vede a sinistra della porta d’ingresso.
(Liberamente tratto da “La Confraternita del Pio Monte dei Santi Prisco e Agnello in Sant’Agnello – di B. Balsamo)